USANDO LE FARFALLE MORTE..... SI SALVANO QUELLE VIVE

(USING DEAD BUTTERFLIES..... TO SAVE BUTTERFLIES)

 

 

Che cosa si prova nel ridare la possibilità di vivere ad una farfalla che non può più volare?

 

E’ possibile riparare un ala di farfalla tanto da permettere a questi meravigliosi quanto effimeri esseri di tornare a volare?

 

A questi quesiti ha dato una risposta Enzo Moretto, naturalista ed entomologo fondatore delle case delle farfalle e noto per la prima realizzazione Italiana del genere nota come Butterfly Arc.

 

Il problema fu posto nel 1994 quando arrivarono alla Butterfly Arc di Montegrotto Terme un coppia di crisalidi Pharmacophagus (Parides) antenor del Madagascar, una specie molto grande, bella e difficile da osservare dal vivo. Pochi giorni dopo sfarfallò il primo esemplare. Purtroppo il giorno dopo la farfalla si spezzo l’ala anteriore e così la sua esistenza divenne irrimediabilmente compromessa. La cosa però non fu accettata. Vedere una farfalla tanto bella, nel pieno della sua vigoria dover soccombere dopo aver trascorso le sue ultime ore incapace di nutrirsi e trascinandosi a terra non era certo accettabile, anche se questo tipo di incidenti e frequente in matura in animali che sono estremamente fragili e delicati. Fu così che Enzo moretto si improvvisò chirurgo e preso un vecchio esemplare della stessa specie dalla collezione  cercò di reinnestare una nuova ala sul moncherino di quella rotta. Il successo di tale operazione fu tale che la farfalla volò per  oltre un mese, vale a dire ben oltre la vita media in natura, che è di una, due settimane. Dopo questa esperienza altre farfalle furono salvate con la stessa tecnica. Per documentarla vennero girate alcune immagini che furono trasmesse nella nota trasmissione sulla natura GEO e GEO. Oggi queste, come documentario intitolato il “Pescatore di Farfalle” (1), sono state viste anche in altri paesi del mondo.

 

Nelle immagini si poteva assistere in diretta al salvataggio di una farfalla che si era rotta un’ala. Enzo Moretto, munito di forbici e pinzette, utilizzando le ali di un’altra farfalla raccolta alla fine del suo ciclo naturale, la riparava e le ridava in breve la libertà e la gioia di volare.

 

Afferma l’entomologo Enzo Moretto: “E’ difficile descrivere l’emozione che si prova nel ridare la possibilità di volare ad un essere così effimero”

 

In effetti la reazione di coloro che hanno assistito all’interessante sequenza delle immagini del video, non solo sono rimasti molto colpiti dalle immagini, ma anche sono diventati, per un attimo, partecipi del travaglio che ha accompagnato la delicata riparazione, manifestando con un applauso la felice liberazione e volo della farfalla.

 

E’ certo che il fatto è estremamente coinvolgente, non solo per quanto rappresenta per la piccola farfalla, ma anche per la imponente simbologia che esprime che va dall’identificazione della farfalla con l’anima e con la sua identificazione come simbolo di morte e resurrezione. La sua natura effimera così prolungata si tramuta così in un messaggio di amore verso la natura e si sovrappone a problematiche e sofferenze ben più ampie che ci coinvolgono e ci toccano giornalmente.

 

Così noi, sia in senso fisico che psicologico, spesso ci identifichiamo con la farfalla ed è bello sapere che per quanto effimeri, indifesi o mutilati, abbiamo sempre la possibilità o la speranza di poter ritornare a volare !

 

Con la sequenza fotografica che segue si è cercato di evidenziare le varie fasi della riparazione dell’ala di una Morpho blu Amazzonica. Una delle più belle farfalle del mondo.

 

Gli attrezzi utilizzati sono lo stenditoio da entomologi, un supporto che viene normalmente impiegato per preparare le farfalle per le collezioni. Poi delle pinzette, degli spilli, un adesivo universale a presa rapida e soprattutto tanta pazienza e manualità, per evitare che le delicatissime ali si danneggino. Per questo,  vengono fissate con delle fettuccine di nylon trasparenti fermate sul supporto con degli spilli. E’ molto importante che il soggetto rimanga immobile durante il delicatissimo intervento.

 

Questa farfalla, nello sgusciare fuori dalla crisalide  presentava le ali sinistre rattrappite. Questo handicap, oltre che renderla incapace di volare, l’avrebbe portata a morte certa in poche ore o, in natura, nel giro di minuti.

 

 

 

La donatrice di nuove ali è stata un’altra Morpho, defunta da molto tempo,  che però possedeva intatte solo tre ali su quattro. Di queste solo l’anteriore sinistra era utilizzabile, mentre la posteriore sinistra era mancante. Ciò, come si vedrà nelle immagini, è stato superato utilizzando l’ala posteriore destra e attaccandola a rovescio. Naturalmente il risultato è stata una farfalla con i colori sotto sopra, ma però in grado di volare. Inoltre l’handicap del colore non avrebbe afflitto più di tanto la farfalla, in quanto ospitata nell’ambiente protetto di Butterfly Arc, ove i predatori sono assenti. Un altro problema erano le dimensioni della donatrice che erano maggiori e pertanto è stato necessario accorciare tutto il bordo delle ali trapiantate.

 

Per la farfalla, l’operazione di taglio delle ali e innesto di nuove ali, è assolutamente indolore. Le ali infatti non sono vitali, né contengono emolinfa (il sangue degli insetti), un po’ come le piume o i capelli.

 

 

Inizio del taglio delle ali danneggiate.

 

 

Scelta dell’ala anteriore e suo inserimento sul moncherino.

 

 

Rifinitura e ridimensionamento e ripetizione delle stesse operazioni per l’ala posteriore.

 

 

Liberazione della farfalla.  La farfalla appoggiata su una foglia e poi mentre si nutre sulla frutta.